Amore e Sessualità
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Autoerotismo e vita di coppia
Buongiorno professore. Mi chiamo Michele, ho 31 anni e convivo da quasi quattro anni con Francesca, mia coetanea, della quale sono innamorato. Tra alti e bassi, che credo siano normali in tutte le coppie, conduciamo una vita sessuale soddisfacente, ma nonostante questo ogni tanto sento la voglia di ricorrere all’autoerotismo. Francesca se n’è accorta, c’è rimasta molto male e mi accusa di non essere normale. Non capisce come mai io abbia questa esigenza se tra di noi le cose vanno bene. Io ho cercato di spiegarle che lei non c’entra niente e che non è un tradimento nei suoi confronti, ma inutilmente.
Cosa posso fare per farglielo capire? Secondo lei questa mia
esigenza è normale anche se ho una compagna? Grazie.
(Michele, 31 anni, Como)
Caro Michele, spesso l’uomo che non sa rinunciare alla masturbazione
si fa prendere dai sensi di colpa e si domanda se il proprio
comportamento debba essere considerato normale o perverso.
No, niente di tutto questo. Semplicemente, a volte, può
capitare che l’uomo sia troppo eccitato o teso per ritardare il
soddisfacimento sessuale. Oppure può essere una scelta frutto
di pigrizia: talvolta una “soluzione” rapida può sembrare preferibile
a un rapporto completo con la partner che richiede uno
sforzo anche prolungato. Per quanto riguarda Francesca, la sua
è una reazione abbastanza comune tra le donne che tendono
a considerare la masturbazione un qualcosa di antagonista o
alternativo al rapporto sessuale. Sta alla sua sensibilità riuscire
a farle capire che non si tratta di questo.
Da amicizia ad amore: è possibile?
Da circa 2 anni conosco una ragazza con la quale ho stretto subito un legame di amicizia fortissimo. Passiamo molto tempo insieme, complice anche un hobby che ci accomuna. Ogni giorno che passa però il mio bene per lei aumenta sempre di più e credo che si sia trasformato in amore visto che vedo in lei la ragazza ideale per me. È dolce, mi sa ascoltare e so che anche lei mi vuole bene. Il problema è che, quando finalmente sono riuscito ad esternarle i miei sentimenti, lei mi ha risposto che mi considera un amico molto speciale ma non è innamorata. Cosa posso fare? È possibile che questa situazione possa cambiare?(Sergio, 32 anni, Verona)
Quando la gelosia...
Gentile Professore, forse il mio problema le potrà sembrare banale o infantile, ma mi crea tanta sofferenza. Ho 27 anni e sto con il mio ragazzo da quasi un anno. Ci amiamo molto, insieme stiamo bene e non ho dubbi sui suoi sentimenti. È solo che a volte mi scopro molto gelosa. Questo mi capita quando mi parla delle sue ex, ma soprattutto quando lui esce con i suoi amici: mi vengono mille incertezze, ho sempre paura che possa incontrare ragazze più belle di me, che possano rovinare il nostro rapporto. Di solito quando è fuori da solo mi manda qualche sms per dirmi dov’è o anche solo per salutarmi, ma se non ho sue notizie comincio a insospettirmi e sto male. Con lui mi controllo, non gli ho mai confessato questo mio disagio, ma di nascosto gli leggo continuamente i messaggi che riceve sul cellulare. E se a volte trovo un numero che non conosco… può immaginare! È normale tutto questo? C’è un modo per superare questa gelosia? (Valentina, Arezzo)
Cara Valentina, come ho scritto qualche tempo fa nel mio libro “Gelosia” edito da Mondadori, esistono diversi tipi di questo sentimento. Da una parte c’è la gelosia “buona”, afrodisiaca, che è utile al rapporto perché tiene alto il desiderio e dà “sapore” alla vita di coppia. Così come l’assenza di aroma rende un piatto banale, sciapo e poco appetitoso, l’assoluta mancanza di gelosia rende insipido l’amore. Con questo voglio dirti che è “normale” che ci sia gelosia quando si ama, è un sentimento che fa parte dell’amore. Il problema è quando diventa eccessiva e rende invivibile l’amore. In questo caso mi riferisco all’altra gelosia, quella “cattiva”, paranoica, che distrugge i rapporti. Ma non mi sembra sia il tuo caso. Tu mi dici però che la tua gelosia ti fa soffrire e mi chiedi come superarla. Il mio consiglio è di fare un percorso di analisi personale che ti porti a capire e a lavorare sulle tue incertezze personali e a migliorare la tua autostima. Solo dopo aver recuperato maggiore sicurezza in te stessa, riuscirai a dare più fiducia agli altri e la gelosia si attenuerà.
Tutto è cominciato 3 mesi fa. Mi sono svegliata nel cuore della notte e, invece di trovare mio marito nel letto, l’ho trovato incollato al computer a guardare foto di star e starlette seminude in atteggiamenti provocanti. Lui non si è accorto subito della mia presenza e così sono rimasta in silenzio a osservarlo, non ci volevo credere… Appena mi sono fatta sentire ha chiuso tutto e cercando di coprire l’evidente imbarazzo mi ha detto che non riusciva a dormire perché pensava al lavoro che doveva finire. Siamo sposati da 7 anni e abbiamo 2 figli. Ultimamente la nostra vita sessuale è un po’ spenta, lavoriamo tutti e due e durante la settimana è veramente difficile riuscire a ritagliarsi momenti di intimità. Alla fine parlando con lui il problema è venuto fuori e ha ammesso che per ravvivare il nostro rapporto e trovare nuovi stimoli aveva bisogno di provare quel senso di irraggiungibilità che solo la conquista di una donna di successo può dare. Questo era ciò che immaginava guardando quelle foto. Da quel momento però in me qualcosa è cambiato, mi sono sentita tradita ed ora sono piena di dubbi e insicurezze. Forse non gli basto oppure per desiderarmi ha bisogno di sentirmi sfuggente e irraggiungibile come una diva...
(Giuliana, 43 anni, Varese)
Cara Giuliana, il pensiero/fantasia di tuo marito di avere accanto una donna desiderata da tutti è molto più diffuso di quanto si possa pensare. Nell’ultimo libro che ho scritto, La riscoperta dell’intimità (edito da Mondadori), ho coniato un termine, extimità, per esprimere l’importanza che ha la visibilità nella società di oggi per avere successo.
Quello che conta è esibire ed esibirsi, in tutti i modi possibili.
E quindi anche avere accanto e “mostrare” una donna ambita da molti (donna “trofeo”) rientra in questo concetto.
Non è molto diverso il comportamento di quei genitori che spingono le proprie figlie a partecipare ai concorsi di bellezza, vivendo così di luce riflessa dei riconoscimenti che le figlie ottengono.
Tornando a tuo marito, un’altra lettura è quella dell’uomo insicuro che dal successo della moglie in pubblico, più che uno stimolo sessuale, cerca una conferma del proprio valore.
Tieni presente comunque che tutto questo, per tuo marito, si svolge a livello di fantasia. L’immaginario erotico è diverso dalla sua realizzazione. Con questo ti voglio dire che le fantasie erotiche hanno un ruolo positivo nella coppia perché permettono di arricchire la vita sessuale, scongiurando la monotonia della routine.
Non sono quindi da ritenersi pericolose o negative, ma sono da paragonarsi a veri e propri sogni ad occhi aperti che rimangono tali, in quanto se tradotti nella realtà perderebbero tutto il loro fascino.
Dal punto di vista biologico, l’immaginario erotico ha sede nei centri primitivi limbici e sub-limbici e ha una grande variabilità individuale perché dipende dalle esperienze passate e dalla personalità del soggetto.
Per questo non ci si deve preoccupare se le fantasie erotiche (day-dreams) del partner, come i sogni, sono a volte separati dalla realtà coniugale. A questo proposito i sessuologi consigliano di custodirle nel proprio “giardino segreto”, perché sono poche le coppie capaci di condividere questo aspetto.
Se però, ora che hai capito la vera natura dell’immaginario erotico, ti senti di assecondare tuo marito, giocando con le sue fantasie più intime, questo potrebbe essere un modo per aumentare la complicità e ritrovare l’intesa sessuale, consolidando ulteriormente il vostro rapporto.
Stare con l’uomo sbagliato: un problema di autostima
“Non riesco a trovare un modo per vivere serenamente con l’uomo che ho a fianco da 20 anni perché fa sempre il contrario di quello che desidero. Mi nasconde le cose a cui tengo di più, mi porta via le figlie quando sa che le vorrei vicine, lascia in giro per la casa oggetti per me fastidiosi, non è mai presente quando lo desidero e mi ossessiona con la sua presenza nei momenti in cui sono indaffarata a fare altre cose. Per non parlare di quando si nega al cellulare nei momenti in cui io avrei bisogno. Non ce la faccio più, sono arrivata al punto di chiedermi se valga ancora la pena di sopportare un uomo che non fa nulla per rendermi felice. Grazie di tutto”. (Francesca, 52 anni, Torino)
Cara Francesca, mi dici che vivi con quest’uomo da vent’anni nonostante la tua vita accanto a lui sia stata apparentemente un inferno. Mi sembra che per te sia giunto il momento di chiederti cosa veramente ti tiene legata a lui, nonostante le incompatibilità e le cattiverie che ti fa. Ho l’impressione che il tuo problema non sia tanto di natura coniugale, ma riguardi piuttosto la tua autostima che ti impedisce di trovare alternative alla vita, obbligandoti a “sopportare” un uomo che sembra “sbagliato”. Non bisogna confondere amore e dipendenza: un rapporto di coppia sano deve essere in qualche modo gratificante e non lo si può costruire accettando passivamente qualunque cosa dal partner. Comunque, prima di mettere in discussione il rapporto con tuo marito, se ne hai le possibilità, ti consiglio di fare un percorso di psicoterapia che ti aiuti a conoscerti meglio e a rafforzare la tua autostima.
Ansia e depressione nemici dell’amore
“Ho 30 anni e sono a casa da 2 mesi per una sindrome ansioso-depressiva accertata da un medico specialista di mia conoscenza. La terapia che mi ha prescritto si basa sull’assunzione di un ansiolitico e un antidepressivo. Lo stato depressivo è decisamente diminuito, ma resta l’ansia che è dura da combattere e si ripresenta a giorni alterni. Il problema è che c’è stato un forte calo della libido da parte mia e una difficoltà a raggiungere l’orgasmo con la mia partner. Mi può dare un consiglio su come superare questo mio disagio?” (Alessandro, Aosta)
Caro Alessandro, il calo di desiderio e la difficoltà di eiaculazione sono gli effetti collaterali più tipici degli antidepressivi di nuova generazione (SSRI). Un problema che riguarda quasi tutti i farmaci di questa categoria. Prova a chiedere al tuo psichiatra di modificare il farmaco, nella speranza di trovarne uno che non ti provochi questi effetti negativi. In ogni caso, visto che la depressione è molto diminuita, puoi anche sospenderli e continuare, invece, a prendere gli ansiolitici che, in genere, non hanno ripercussioni negative sulla sessualità. Se si trattasse di ansia da prestazione, che provoca un aumento di adrenalina e inibisce l’erezione, puoi aiutarti facendoti prescrivere un farmaco che sostiene la disfunzione erettile.
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