La naturo-empatia
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La natura fa tendenza. E non è la solita moda del momento che dilaga fra le star, ma un vero e proprio stile di vita orientato ai rimedi naturali e all'ecologia. (di Cristiana Santilli)
Un rimedio contro l’insonnia? C’è la valeriana. Pressione bassa? Liquirizia. Contratture? Arnica. Perché intossicarci con i farmaci quando possiamo rivolgerci alla natura? Sempre più persone ricorrono alle piante medicinali e ai rimedi naturali per prendersi cura della propria salute. La naturopatia negli ultimi tempi ha ritrovato l’antico splendore, rappresentando una valida alternativa alla medicina tradizionale, considerata spesso troppo aggressiva. L’attenzione è rivolta alla ricerca di un benessere psicofisico naturale, che richiede l’uso di trattamenti fitoterapici per contrastare disturbi più o meno comuni: la bardana è usata come cura contro l’acne giovanile, la centella asiatica aiuta a contrastare la comparsa di smagliature perché stimola la sintesi di fibre collagene; estratti di gingko biloba possono essere ottimi alleati per combattere i disturbi della memoria. L’imperativo è prendersi cura anche e soprattutto della persona in sé, cercando di utilizzare un metodo che sia il meno invasivo possibile, stimolando il corpo verso l’autoguarigione. Abbiamo chiesto a Patrizia Cossu, Naturopata e consulente del benessere, di spiegarci meglio i princìpi della naturopatia.
Oggi i naturopati vengono definiti “consulenti del benessere”. Cosa significa?
«È un concetto nuovo. Significa avere quelle competenze professionali che permettono di spaziare dall’educazione alla prevenzione all’assistenza terapeutica, considerando quest’ultima non sostitutiva delle terapie mediche e chirurgiche, ma complementare e integrativa. Il tutto al fine di mantenere o ripristinare l’equilibrio psico-fisico-emozionale dell’individuo e prevenire l’instaurarsi della malattia. La caratteristica del Naturopata oggi è di essere coinvolti in prima persona in un processo di educazione consapevole, affinché il messaggio trasmesso sia ecologico e coerente». Ecologia, natura, ritorno al passato. Sono tanti i motivi che spingono a scegliere le cure naturali. «Ci si rivolge alla naturopatia – continua Patrizia Cossu - perché non si instaura mai una lotta “contro”. Non si agisce contro qualcosa, ma ci si avvicina al disagio adottando un approccio olistico, attraverso il quale ogni individuo viene visto come un essere unico e irripetibile e l’anima, il corpo, la mente, le emozioni e il contesto ambientale sono considerati strettamente connessi e interdipendenti. Questa disciplina agisce attraverso un’analisi di tipo energetico-funzionale e non di tipo clinico. Non si fanno diagnosi ma, davanti a una sofferenza, si cerca di comprendere il linguaggio dei sintomi come informazione della dimensione interiore di ciascuno. La guarigione si raggiunge rimuovendo le cause che hanno portato alla malattia, e non dalla soppressione delle manifestazioni patologiche. Perciò l’azione di un naturopata, attraverso il colloquio di aiuto e l’utilizzo di metodiche naturali (educazione alimentare, fitoterapia, floriterapia, riflessostimolazione, cromoterapia ecc.) sostiene la persona affinché riattivi in sé quel principio di riequilibrio naturale “Vix medicatrix Naturae” che anima ogni essere vivente».
Ritorno al passato
«Star bene non significa solo non essere ammalati; molti fanno propri i principi della tradizione curativa antica, ripristinando una relazione con i ritmi della natura, seguendo un’alimentazione che tiene conto delle variazioni stagionali e praticando un’attività sportiva adeguata al proprio fisico». Basta pensare che le tisane, la forma più utilizzata in fitoterapia, erano usate già nell’antichità da egizi e fenici e ancor prima dai popoli asiatici.
Perché ci si rivolge sempre di più alle medcine naturali?
«Perché il sistema sanitario non riesce a contenere gli effetti collaterali creati dalle cure allopatiche; perché le persone hanno bisogno di essere ascoltate e informate con un linguaggio comprensibile di quanto succede nel loro corpo. Bisogna attuare quanto enunciato dall’OMS: “la salute non è solo assenza della malattia, ma pieno sviluppo della persona umana nel suo complesso”. Sarebbe auspicabile lo sviluppo di un’unica Medicina che sia insieme curativa, informativa, preventiva e di genere che sia il risultato di un lavoro di équipe tra medicina ufficiale e medicina naturale».
Impariamo a stare bene
Cosa significa "educare il corpo alla salute e al benessere"?
«È un percorso di educazione basato sulla conoscenza della natura del proprio corpo, dei propri punti di forza e dei propri limiti, degli strumenti utilizzati dalla medicina naturale e sul discernimento che educa alla scelta, portando a un’evoluzione individuale e al miglioramento della qualità della vita. Si accompagna la persona a rendersi conto che vive spesso separata dal suo corpo e non lo abita in modo salutare. È facile dimostrare quanto tempo si trascorre immersi nel vortice dei pensieri, delle fantasie, dei ricordi, e delle preoccupazioni, ignorandone la forza creatrice e il collegamento con la nostra fisicità. Per alcuni il benessere riguarda esclusivamente il proprio corpo, per altri la propria mente e, per altri ancora, l’astrazione dal corpo e dalla mente».
Quindi con le discipline olistiche torniamo ad avere la percezione del nostro corpo.
«Sono strumenti di terapia vibrazionale che richiedono un approccio olistico e psicosomatico. Il tutto è finalizzato a ristabilire, grazie alla legge di risonanza, un equilibrio energetico. Si pensa che abbiano un effetto placebo ma non è proprio così. Ad esempio: chi utilizza la Cromoterapia, sa che a ogni gruppo cellulare corrisponde una coppia di colori, fondamentale e complementare, legata ai foglietti embrionali (mesoderma: rosso-verde; endoderma: giallo-viola, ectoderma: blu-arancione) e agli organi che da essi si sviluppano, e che la cellula in stato di equilibrio emetterà una vibrazione corrispondente al colore grigio-bianco. Nel caso di un dolore osseo traumatico (ossa-mesoderma) l’equilibrio vibrazionale si sposta dal neutro grigio-bianco al rosso: sarà terapeutico utilizzare il verde per sostenere il ritorno allo stato neutro. Con la Floriterapiasi agisce a livello emozionale correggendo la vibrazione energetica disarmonica grazie alle proprietà dei fiori; con la Cristalloterapiasi sintonizza il sistema energetico del corpo con le vibrazioni prodotte dai cristalli a seconda del colore, della composizione chimica e della struttura atomica. Il tutto finalizzato al recupero della nostra capacità di entrare in risonanza con la natura e sintonizzarci con il suo vibrare equilibrato».
Dillo con un fiore
La floriterapia sfrutta le proprietà terapeutiche di alcuni fiori selvatici. Richiestissimi in farmacia, i rimedi del medico gallese Eward Bach, noti come fiori di Bach, hanno come filo conduttore i quattro elementi fondamentali di fuoco, terra, acqua e aria. Si parte da 38 schemi comportamentali negativi della natura umana, senza tener conto di età, sesso e razza. Ce ne sono per tutti i tipi: muovendo dai sentimenti, si spazia dai rimedi per la solitudine a quelli per l’ipersensibilità, da quelli per la paura a quelli per l’incertezza. I rimedi possono combinarsi tra loro liberamente in base alle nostre esigenze e sono indicati soprattutto per correggere i disagi emotivi, le ansie, la depressione di grado lieve o moderato, alcune forme di fobia, l’insonnia e i disturbi psicosomatici. È un metodo semplice e naturale, un aiuto benefico che consente di ritrovare gioia e pace interiore, fiducia in se stessi, calma ed entusiasmo. Si possono utilizzare anche per i nostri amici a quattro zampe, magari per tranquillizzarli prima di una partenza o di un trasloco.
Il consiglio del farmacista
«I fiori di Bach sono sempre più richiesti - ci dice la dott.ssa Rosalia Nataledella farmacia Castoldi di Milano -. Sono consigliati, per esempio, per curare malesseri psicologici che portino a cefalee o emicranie. Spesso infatti, dietro questi disturbi si nascondono ansie e tormenti interiori. La floriterapia aiuta in questo senso. Come dicevano gli antichi “mens sana in corpore sano”. I rimedi possono essere usati per tutti: adulti, anziani, donne in gravidanza, bambini (in questo caso si può sostituire il Brandy utilizzato come conservante con dell’aceto di mele), e anche per gli animali»










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