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E' Natale che depressione!

 


È Natale che depressione!


Più il Natale si avvicina e più siete assaliti da un senso di tristezza e angoscia? Istruzioni per l’uso per combattere un malessere sempre più diffuso: la depressione natalizia. (di Elisa Paolotti)
 
La città risplende di luci colorate, le vetrine si addobbano con fiocchi e lustrini, le nostre case si riempiono di abeti e ghirlande. Inizia il conto alla rovescia per la festa più scintillante dell'anno: il Natale! Perché allora per qualcuno i giorni che precedono questa festa si trasformano in una escalation di ansia e angoscia?
È un vero e proprio malessere noto in ambito clinico come depressione natalizia. Esiste uno studio svolto nel 1981 in America (Feelings about Christmas, as reported by psychiatric emergency patients, Velamoor, Varadaraj et al) che evidenzia come i pazienti riferiscano che gli stati interni più stressanti durante il periodo natalizio siano il senso di solitudine, il sentimento di mancanza di una famiglia, l’emergere di ricordi e preoccupazioni economiche.
 
C’era una volta il Natale…

Come spesso accade nella storia, la ricorrenza religiosa affonda le sue radici in una tradizione pagana più antica: in questo caso, i festeggiamenti da parte delle civiltà precristiane in occasione della fine dell'inverno. La celebrazione della nascita di Gesù il 25 dicembre va a sovrapporsi alla festa del solstizio d'inverno (momento in cui le giornate ricominciano ad allungarsi) che le civiltà antiche festeggiavano proprio il 25 dicembre con rituali e simbologie ben definite, dalle quali traggono origine anche le nostre usanze: dall’albero di natale, al presepe, allo scambio dei doni.
Oggi la ritualità del Natale viene spesso spazzata via dalla corsa contro il tempo che pervade le nostre vite, ragion per cui i regali, l'albero di Natale, gli addobbi, diventano "cose in più da fare per forza", uno stress ulteriore che si aggiunge a quello già elevato della vita quotidiana, di per sé carica di preoccupazioni.
Ma basta questo a giustificare quel malessere psicologico profondo che colpisce un numero sempre maggiore di persone, specialmente donne, in particolar modo le meno giovani? Marcella Dittrich, psicologa e psicoterapeuta che collabora con FD Medical di Milano, ci ha illustrato il fenomeno, i sintomi e il modo corretto di approcciare al problema.
 
Il Christmas desease

La depressione natalizia, spiega la dottoressa Dittrich, mostra affinità con quella che in psicoanalisi viene definita “reazione da anniversario”. Il primo a parlarne fu Freud, spiegando come in alcune ricorrenze della vita possano emergere sentimenti o emozioni apparentemente poco in linea con gli accadimenti attuali ma legati invece a eventi del passato complessi o problematici, che a suo tempo non è stato possibile elaborare e che tendono quindi a riproporsi.
Il Natale, poi, porta con sé un’alterazione dei regolari ritmi di vita, che ci espone a stimoli insoliti: le pause dal lavoro portano spesso dei vuoti che non sappiamo come riempire e la convivenza prolungata e forzata con altre persone, con i ruoli sociali imposti in primis,  ci costringe a fare i conti con aspetti irrisolti delle relazioni, magari anche conflittuali, che generano ansia e tensione.
Siamo bombardati da una cultura della felicità e del divertimento ad ogni costo che mal tollera aspetti assolutamente normali e fisiologici della vita quali la malinconia o la tristezza: sembra che a Natale si debba per forza essere allegri e gioiosi e se capita di non esserlo, subentra il senso di colpa perché ci si sente inadeguati rispetto alle nostre aspettative e a quelle degli altri. Può accadere inoltre che la rappresentazione mediatica del Natale sia molto lontana dalla vita reale e questo provoca delusione.
La corsa ai regali diventa una sorta di attacco compulsivo e si perde di vista l’altro e il suo desiderio; il senso dello “scambiare” e del “condividere” lascia il posto alla frenesia del “riempire”.
 
Regalati la festa che più ti piace

Le persone colpite accusano tristezza persistente, pessimismo e sfiducia, senso di vuoto e di colpa per la mancanza di gioia, fastidio durante le riunioni di famiglia obbligate, avversione a scegliere i regali, facilità al pianto, fino a insonnia, mal di testa, inappetenza e addirittura dolori fisici.
Al di là dei rimedi dettati dal buonsenso, come pianificare per tempo le scadenze da rispettare, suddividere i compiti dei preparativi (per esempio del pranzo) fra i vari parenti e sforzarsi di trovare la voglia di festeggiare anziché sentirlo come un dovere, è importante ritrovare un approccio qualitativo in ogni aspetto del Natale: dai regali, agli addobbi, ai pranzi, alle visite ai parenti.
Proviamo a vivere l’approccio alla festa e alle sue “incombenze” con più libertà, magari decidendo in accordo con tutta la famiglia di fare i regali solo ai bambini e senza l’obbligo di dividersi fra cene e pranzi coi parenti, ma concedendosi le visite in altri momenti più spontanei e meno imposti.
È importante provare a non colpevolizzarsi e a convertire quest’esperienza di disagio in un’opportunità per guardarsi dentro e per conoscersi. Il malessere che sentiamo è un segnale della nostra psiche rispetto a qualcosa che viviamo come irrisolto o problematico. L'ascolto di questo sintomo è il primo passo per individuare il problema latente, la causa vera del dolore.
 
Il segreto

Per riscoprire il valore del Natale, occorre tornare alle origini del suo significato simbolico dal quale la cultura moderna si è ormai allontanata. Il ritorno del sole e il rinnovamento legato alla rinascita vanno visti come un continuum dopo un momento di buio e di riposo necessari perché il seme possa germogliare. In quest'ottica, non solo la luce e la rinascita che accompagnano il Natale saranno sentiti come un dono, ma anche la malinconia che lo precede.
La festa per la nascita del Bambin Gesù e la sua attesa, come rito collettivo che si trova anche in altre culture, ha un profondo significato psichico che ritroviamo a livello individuale: esprime la speranza che sia possibile un investimento vitale e creativo nel futuro grazie alla nascita di un uomo nuovo, ovvero quella parte  rinnovata di noi che aspetta di venire alla luce.
 
Se le feste vi fanno venir voglia di chiudervi in casa…

Per chi è allergico alle code e alle resse che caratterizzano i negozi nel periodo natalizio l'e-commerce offre molte occasioni per scegliere, acquistare e far recapitare i regali direttamente a casa, comodamente seduti alla propria scrivania.
Vi segnaliamo http://www.eforpeople.com/, sito di e-commerce che devolve interamente il ricavato delle vendite a progetti a sostegno dei bambini disagiati di tutto il mondo attraverso campagne di vendita all'asta di articoli delle case di moda più prestigiose quali Hermes, Ferragamo, Missoni, Marzotto, Ferretti, Blumarine e Versace. Il tutto per costruire un ospedale pediatrico ad Adwa, in Etiopia, dove ogni anno muoiono 1700 donne per complicanze legate al parto e più di  un bimbo su 10 non arriva a compiere i 5 anni di età. Oltre a questa sono tante le alternative disponibili sui siti di Unicef,  AIRC, della fondazione Francesca Rava, di Save the Children, della Lega del filo d'oro che consentono di fare un bel dono, oltre che a noi stessi, anche e soprattutto a chi ne ha più bisogno.
 
E se invece vi fanno venire voglia di scappare…

Se proprio non ce la fate a decidere di non fare regali e il traffico della città sotto Natale vi fa desiderare la fuga... perché non unire il dovere al piacere organizzando un weekend fuori porta al classico mercatino natalizio?
Questa coloratissima tradizione da secoli radicata in città quali Monaco, Vienna, Innsbruck e Gstaad, ha trovato terreno fertile anche da noi: sono ormai tante le città italiane che ospitano i mercatini di natale – un tripudio di artigianato, specialità gastronomiche locali e le immancabili  bancarelle di vin brulé, cioccolata calda e dolci tipici. Firenze, Roma, Napoli, Milano si addobbano di luci e diventano occasioni per unire un weekend di svago o di cultura alle commissioni natalizie. Ce n'è davvero per tutti i gusti: preferite la montagna? Optate per Merano o Livigno. E se avete a disposizione più giorni, potete andare in Finlandia a visitare la terra di Santa Claus o volare a New York a godervi lo spettacolo unico di Manhattan addobbata a festa. Fra i cristalli austriaci, le candele norvegesi, le decorazioni svizzere, i pizzi fiorentini o i presepi napoletani, le piste di pattinaggio finlandesi o gli “Obej Obej” milanesi troverete di certo l'atmosfera che saprà conquistarvi.
 
 
 
 

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