Una gravidanza sicura
Una
gravidanza sicura
Ho 43 anni e con mio marito di 41 abbiamo deciso di provare ad avere un figlio. Ci siamo sottoposti agli esami per avere una gravidanza “sicura”. Me ne consiglia altri, come la mappatura cromosomica, vista la mia età, che rivelino possibilità di procreare bambini con deficit genetici? La ringraziamo per la sua cortese risposta. (Elisa, Genova)
Risponde la Dr.ssa Cinzia L. Paolini
Diciamo subito che non esiste un esame che ci dica con certezza che il feto è sano. Peraltro non è neanche possibile dire alla nascita che un neonato apparentemente sano abbia poi uno sviluppo psicofisico normale.
Con queste premesse però non bisogna scoraggiarsi: il primo passo per una gravidanza sicura, a qualsiasi età, è una visita ginecologica preconcezionale della coppia, durante la quale il ginecologo indagherà i possibili fattori di rischio riproduttivo di entrambi, come l’assunzione di farmaci da parte della donna per malattie specifiche (ad esempio gli antiepilettici, gli anticoagulanti), la presenza di malattie croniche di per sé rischiose come il diabete mellito spesso misconosciuto, l’ipertensione arteriosa , la familiarità per malattie ereditarie genetiche potenzialmente trasmissibili (anemia mediterranea, distrofie muscolari, X-fragile). Laddove esiste la possibilità di trasmissione di un difetto genetico alla prole, può essere indicato un test specifico genetico da eseguirsi preferibilmente prima della gravidanza e su consiglio del medico genetista. Questo rischio sostanzialmente non si modifica con l’età degli aspiranti genitori. La mappa cromosomica è invece uno degli esami consigliati alle coppie che hanno avuto più di tre aborti spontanei, per escludere che uno dei due partners sia portatore di un’anomalia trasmissibile, come una traslocazione. Eseguire test genetici o una mappa cromosomica senza indicazione è inutile e può scatenare molteplici dubbi interpretativi. Ricordiamo inoltre che con l’avanzare dell’età materna aumenta il rischio di anomalie cromosomiche della gravidanza. Queste sono diagnosticabili con certezza solo mediante test invasivi quali la villocentesi e l’amniocentesi e non sono curabili. È quindi una scelta della coppia se eseguire o no queste procedure, dopo essere stata correttamente informata su rischi e vantaggi. Non dimentichiamoci di far assumere alla futura mamma acido folico (5 microgrammi al dì per almeno tre mesi prima del concepimento e durante il primo trimestre), una vitamina preziosa per la replicazione cellulare che diminuisce l’ incidenza di difetti del nascituro, di curare l’alimentazione, iniziando la gravidanza con il peso ideale, di smettere di fumare e di informarsi. Questo è il modo per affrontare una gravidanza con responsabilità, per ridurre il più possibile i rischi riproduttivi e per avere un bambino sano.
Ho 43 anni e con mio marito di 41 abbiamo deciso di provare ad avere un figlio. Ci siamo sottoposti agli esami per avere una gravidanza “sicura”. Me ne consiglia altri, come la mappatura cromosomica, vista la mia età, che rivelino possibilità di procreare bambini con deficit genetici? La ringraziamo per la sua cortese risposta. (Elisa, Genova)
Risponde la Dr.ssa Cinzia L. Paolini
Diciamo subito che non esiste un esame che ci dica con certezza che il feto è sano. Peraltro non è neanche possibile dire alla nascita che un neonato apparentemente sano abbia poi uno sviluppo psicofisico normale.
Con queste premesse però non bisogna scoraggiarsi: il primo passo per una gravidanza sicura, a qualsiasi età, è una visita ginecologica preconcezionale della coppia, durante la quale il ginecologo indagherà i possibili fattori di rischio riproduttivo di entrambi, come l’assunzione di farmaci da parte della donna per malattie specifiche (ad esempio gli antiepilettici, gli anticoagulanti), la presenza di malattie croniche di per sé rischiose come il diabete mellito spesso misconosciuto, l’ipertensione arteriosa , la familiarità per malattie ereditarie genetiche potenzialmente trasmissibili (anemia mediterranea, distrofie muscolari, X-fragile). Laddove esiste la possibilità di trasmissione di un difetto genetico alla prole, può essere indicato un test specifico genetico da eseguirsi preferibilmente prima della gravidanza e su consiglio del medico genetista. Questo rischio sostanzialmente non si modifica con l’età degli aspiranti genitori. La mappa cromosomica è invece uno degli esami consigliati alle coppie che hanno avuto più di tre aborti spontanei, per escludere che uno dei due partners sia portatore di un’anomalia trasmissibile, come una traslocazione. Eseguire test genetici o una mappa cromosomica senza indicazione è inutile e può scatenare molteplici dubbi interpretativi. Ricordiamo inoltre che con l’avanzare dell’età materna aumenta il rischio di anomalie cromosomiche della gravidanza. Queste sono diagnosticabili con certezza solo mediante test invasivi quali la villocentesi e l’amniocentesi e non sono curabili. È quindi una scelta della coppia se eseguire o no queste procedure, dopo essere stata correttamente informata su rischi e vantaggi. Non dimentichiamoci di far assumere alla futura mamma acido folico (5 microgrammi al dì per almeno tre mesi prima del concepimento e durante il primo trimestre), una vitamina preziosa per la replicazione cellulare che diminuisce l’ incidenza di difetti del nascituro, di curare l’alimentazione, iniziando la gravidanza con il peso ideale, di smettere di fumare e di informarsi. Questo è il modo per affrontare una gravidanza con responsabilità, per ridurre il più possibile i rischi riproduttivi e per avere un bambino sano.










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