Sei in Home > Community > News Salute > Eurispes: Biotestamento; cala numero italiani a favore legge

Eurispes: Biotestamento; cala numero italiani a favore legge


(ANSA) - MILANO, 26 GEN - Cala nettamente il numero degli italiani favorevoli ad una legge sul testamento biologico, anche se rimangono la maggioranza. Secondo il Rapporto Italia 2012 dell'Eurispes infatti, le persone a favore quest'anno sono risultate il 65,8%, contro il 77,2% del 2011, l'81,4% del 2010 e il 74,7% del 2007. Aumenta invece il numero dei contrari (30,3%) e diminuisce quello di chi si astiene da un giudizio. In Italia non c'e' ancora una legge ma solo un testo in discussione in Parlamento, che prevede che le dichiarazioni anticipate di trattamento non siano vincolanti per i medici e esclude la possibilita' di sospendere nutrizione e idratazione artificiali. Negli altri paesi europei invece la situazione e' diversa. In Germania c'e' una legge dal 2009 e le dichiarazioni dei pazienti sono vincolanti per i medici, se fatte per iscritto. In Francia la legge del 2005 autorizza il medico, in una procedura collegiale, a decidere di limitare o interrompere il trattamento, nel caso in cui il malato non sia in grado di esprimere la sua volonta'. Il medico puo' astenersi da ogni accanimento terapeutico, nel caso di terapie inutili e sproporzionate o con il solo effetto del mantenimento in vita artificiale. Nel Regno Unito il testamento biologico (living will) non e' espressamente previsto dalla legge, ma e' riconosciuto dalla giurisprudenza, che ne ha definito le condizioni di validita'. Non sussiste per i medici l'obbligo di somministrare trattamenti inutili e non rispondenti al migliore interesse del paziente. In Spagna la legge dal 2008 permette ai cittadini di esprimere per iscritto le proprie volonta' nel caso siano incapaci di intendere e volere. Possono rinunciare all'accanimento terapeutico in caso di malattia terminale o danni cerebrali irreversibili e scegliere una 'morte dignitosa'. Il personale sanitario deve rispettare la volonta' del paziente. I Paesi Bassi dal 2001 disciplinano il controllo di interruzione della vita su richiesta e assistenza al suicidio, stabilendo la non punibilita' del medico. (ANSA).

Indietro