Vederci bene, fin da piccoli
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Focus - Dr. Giovanni Acerbi, Specialista in Oculistica dal 1987, lavora a Milano come libero professionista. Collabora con FD Medical di Milano.
Una domanda che di frequente viene rivolta dai genitori allo specialista oculista è questa: "Quando dovrò far visitare il mio bambino per scoprire se vede bene? Devo aspettare che sappia leggere?". No, è utile che i genitori sottopongano i bambini a un controllo in età prescolare. Anzi, sarebbe molto utile un controllo (screening) sistematico della popolazione dei bambini in età prescolare (3-5 anni) che rappresenta una misura di prevenzione con lo scopo di individuare i soggetti affetti da patologie oculari e migliorare l’evoluzione della malattia così scoperta grazie ad un trattamento precoce. Poiché l’esecuzione di uno screening ha dei costi e questo può far insorgere dubbi sulla validità (intesa come rapporto costi/benefici) dell’indagine, si ritiene che, per iniziare questa procedura, dovrebbero essere rispettati alcuni criteri:
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Lo screening può avere un’ importanza
significativa sull’evoluzione della malattia.
- La malattia ha un’ importante diffusione (il
termine statistico corretto è prevalenza) nella popolazione.
- La malattia (o le malattie nel nostro caso) ha
(o hanno) una storia naturale sufficientemente conosciuta.
- Il trattamento è accettabile, efficace e
facilmente disponibile per il paziente.
- L’esito della malattia è migliore se questa
viene individuata precocemente rispetto all’usuale data della diagnosi.
- I test di screening devono essere validi, rapidi, e avere costi contenuti.
Quest’ultima merita un’attenzione particolare (stimata 1%-5% in Italia a seconda degli studi): si tratta di un difetto più spesso unilaterale della vista, alla base del quale non si può identificare alcuna causa nota organica. L’occhio ambliope o “pigro” non ha sviluppato la sua funzione completamente per gli effetti di uno strabismo, di una anisometropia (cioè di un diverso difetto di refrazione nei 2 occhi), o di un qualunque altro motivo per cui si riducano gli impulsi che dall’occhio giungono al cervello, che elabora i dati sensoriali. E’ una condizione tipica del bambino piccolo perché si verifica solo nel periodo “plastico” dello sviluppo del cervello, e proprio per questo può rispondere bene a un trattamento precoce se ben condotto, ed è ,da sola, sufficiente a giustificare lo screening. E’ da tenere presente infatti l’elevato impatto sociale delle patologie oculari. Se non trattate riducono la qualità della vita nell’adulto, impediscono l’accesso a varie attività lavorative, aumentano il rischio di ipovisione o cecità legale con conseguenze talora importanti e gravi. E’ preferibile che lo screening dei difetti visivi in età pediatrica e soprattutto dell’ambliopia, venga fatto da specialisti ortottisti e oculisti secondo criteri ben precisi, mantenendo una stretta collaborazione con i genitori e con il pediatra di base che deve essere informato di ogni eventuale problema che possa interessare i suoi pazienti. Attualmente non esiste un progetto di screening sistematico che comprenda una percentuale significativa di bambini, ma viene lasciato spazio a iniziative che sono legate alla passione e alla intraprendenza di diverse istituzioni. A Milano negli scorsi mesi è stata svolta da noi, FD medical,in collaborazione e con il sostegno del Comune, una prima campagna di screening per i bambini fra i 3 e i 5 anni. Dopo aver informato i genitori dei piccoli attraverso il canale scolastico è stata effettuata una visita ortottica (controllo della vista, ricerca di strabismo) per circa 760 bambini presso le strutture di 2 poliambulatori in città . A circa 1/3 di essi è stato consigliato un controllo ulteriore perché la prima visita ha sollevato qualche dubbio meritevole di indagine. Mancano per ora i dati sulla visita di 2° livello (oculistica), ma mi pare già molto significativo parlare di numeri così elevati.










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