Non ho la (terza) età
|
Mini guida per vivere nel migliore dei modi gli anni dopo i 65: a colpi di prevenzione, alimentazione attenta, vita attiva e buonumore. Senza rinunciare al sesso. (di Dorina Macchi)
L’argento è un metallo prezioso. Non come l’oro, certo, ma comunque prezioso. Una scelta lessicale accompagna il nuovo modo di considerare gli anni dopo i 65, anni comunque pieni di possibilità, soddisfazioni, piaceri. Non sempre e nonostante tutto, certo, ma in presenza di alcuni requisiti, il primo dei quali è ovviamente un buono stato di salute. Che è un tesoro – si sa –da custodire con attenzione e impegno, da sempre, visto che con le giuste scelte di alimentazione e stile di vita si dà una mano al dna, assicurandosi una vita più bella e più lunga. «Tenere sotto il controllo il peso, non fumare e fare un po’ di attività fisica fin da giovani sono le premesse per stare bene anche a un’età avanzata» conferma Mietta Venzi, medico di Medicina Generale e specialista in Tisiologia e Malattie dell’apparato respiratorio. Ma, a proposito, lunga quanto? Secondo gli ultimi dati Istat, la speranza di vita alla nascita in Italia nel2010 era di 79,1 anni per gli uomini e di 84,3 per le donne, in leggera crescita rispetto ai dati del 2005 (rispettivamente,78,1 e 83,7). Sempre nel 2010, la speranza di vita a 65 anni, cioè il numero di anni che in media una persona di 65 anni ha ancora da vivere, è di 18,3 per gli uomini e di 21,9 per le donne. Insomma, le signore sfiorano gli 87 e i loro compagni superano gli 83.
Per lei…
Gli anni d’argento, per “lei”coincidono ovviamente con la menopausa. «Sintomi e disturbi possono essere molto diversi da donna a donna – dice la dottoressa Anna Pisacreta, medico ginecologo presso MultiMedica IRCCS e che collabora con FD Medical di Milano – e di conseguenza lo sono i rimedi. In generale, però, è importantesottoporsi a controlli periodici, tra cui visita ginecologica ed ecografia pelvica transvaginale, a cui si aggiungono esami del sangue, delle urine, mammografia, visita cardiologia e densitometria minerale ossea, per la valutazione delle condizioni della colonna vertebrale e del femore». E poi, ovviamente, ci sono le piccole grandi attenzioni di ogni giorno. «È fondamentale seguire un’alimentazione equilibrata, ricca di verdura e frutta, con latte e latticini ma limitando carboidrati e grassi, in modo da tenere sotto controllo il peso. Per la stessa ragione, ma anche per contrastare possibili depressioni, è importante praticare un’attività fisica blanda ma costante (a partire dalla classica camminata di 20-30 minuti, di buon passo) e restare il più possibile all’aria aperta e alla luce».
… Per lui
Attenzione alla dieta e all’attività fisica sono raccomandazioni valide anche per lui, che in particolare deve evitare gli acidi grassi polinsaturi, presenti soprattutto nella carne rossa, e prediligere frutta e verdura, pomodori in testa. «I pomodori sono ricchi di licopene, antiossidante che protegge dal tumore alla prostata, secondo per diffusione nell’uomo dopo quello al polmone», dice il dottor Giacomo Piero Incarbone, urologo dell’Ospedale Sacco di Milano. Attenzione invece ai cibi ricchi di grassi insaturi che innalzano il colesterolo che rappresenta il substrato del DHT (diidrotestosterone) precursore del testosterone implicato nel possibile sviluppo del tumore della prostata. «Il fenomeno è fisiologico, con l’avanzare degli anni, ma presenta disturbi che non vanno trascurati, superando il vecchio tabù che tiene ancora una parte di uomini alla larga dallo studio dell’urologo». I campanelli d’allarme sono la difficoltà a svuotare la vescica, l’alzata notturna e l’urgenza impellente di urinare. «Soprattutto quest’ultimo sintomo fa pensare a fenomeni infiammatori, più frequenti in soggetti stitici, per l’alta carica batterica che si registra in questi casi». e poi no all’astinenza sessuale :«Tra le funzioni della prostata che quella di produrre il liquido necessario a fluidificare il liquido seminale prodotto dai testicoli che si raccoglie nelle vescicole seminali. L’eccitazione non seguita da eiaculazione o la prolungata astinenza provocano congestione prostatica responsabile di prostatiti e negli anni èpossibile il tumore della prostata». E poi, per tutti, a partire dai 50 anni bisogna sottoporsi all’esame del PSA, antigene prostatico specifico rilevato con un semplice esame del sangue. Se la persona ha familiarità con il tumore alla prostata, o è stata sottoposta a fattori di rischio (alcuni solventi sono possibili cangerogeni per la prostata), può essere opportuno iniziare gli accertamenti dopo i 45».
… Per tutti
Non si sta bene quando si è depressi, o anche semplicemente di cattivo umore. Sempre di più, la medicina sottolinea il legame tra benessere mentale e buona salute. Chi è “contento” si ammala meno o comunque, nel caso, guarisce prima e meglio. Per non parlare del potere quasi magico che hanno le semplici risate, un potere messo in luce l’ultima volta a fine luglio dall’Associazione Psichiatri e Medici Psicoterapeuti nel corso della conferenza napoletana Ridere allunga la vita. In sintesi, la risata stimola il rilascio delle endorfine gli "ormoni del benessere" che regolano l'umore e riducono la senzazione del dolore, attiva i linfociti T, le cellule che ci difendono dalle aggressioni di visrus e batteri, e infine favorisce l'ossigenzione del sangue e di conseguenza di tutto il corpo. Come una bella corsa. Last but not least, la risata è un evento comunicativo che scatena un processo di elaborazione mentale che aiuta a vedere situazioni e problemi da un'altra prospettiva, favorendone la risoluzione e l'accettazione. Ma, per tutti, la depressione è un fantasma sempre più incombente. "Secondo le previsioni dell'OMS - dice la dottoressa Marcella Dittrich, psicologa e psicoterapeuta milanese specializzata nel trattamento degli adulti- nel 2020 ladepressione sarà la seconda causa di malattia dopo le malattie cardiovascolari». Eppure sfuggirle, anche negli anni d’argento, è possibile. «È meno facile deprimersi se si conduce ancora una vita attiva, piena ed emotivamente appagante. Certo i problemi sono sempre in agguato, come ad esempio quelli con i figli che, quando sono gravi, diventano uno dei motivi più frequenti per consultare uno psicoterapeuta». Ad aprire la porta alla depressione, invece, è spesso un senso di scontentezza per la propria vita. Dice ancora Dittrich: «Nella terza età è naturale fare un bilancio ed è una fonte di grande sofferenza considerare che non sia positivo. In questi casi, lo sforzo è quello di elaborare desideri e sensazioni, cercando di considerare le cose nel loro complesso». E poi aiuta cercare, ogni giorno, una piccola quota di piacere. «Anche quando le condizioni di salute sono tutt’altro che ottimali, si può imparare a creare un bel momento: ad esempio dedicandosi all’hobby che non si ha mai avuto tempo di coltivare, meglio ancora se questo prevede un confronto con altre persone, in modo da non restare isolati anche nei pensieri; questo aiuta a non farsi trascinare verso la noia e la ripetizione, e a conservare un atteggiamento positivo verso la vita, che può ancora regalare gioie e soddisfazioni».
Un gioco d'equilibrio
In passato considerati i saggi, da interpellare nei momenti difficili, gli anziani si sentono oggi spesso ai margini, complice il progresso tecnologico, che li rende “superati”, e la condizione di solitudine oggettiva in cui frequentemente vivono. «È fondamentale conservare una rete di relazioni il più possibile amplia, prediligendo i rapporti emotivamente più ricchi, come quelli con i figli e i nipoti», raccomanda Marcella Dittrich. Spesso coinvolti nella cura dei piccoli, i nonni si trovano però spesso in situazioni “difficili”. «Soprattutto per mamme e suocere, non è facile rispettare i confini, per cui capita che si creino conflitti con i figli, che patiscono l’invasione del proprio ruolo». Allo stesso tempo, se non hanno la possibilità di esprimere le loro opinioni, gli anziani si sentono sfruttati. Per la serie: vai a prendere, porta e accompagna, ma… in silenzio. «I nonni devono imparare a dire le cose che pensano, fermandosi però per tempo, cioè lasciando ai loro figli, che stanno imparando a fare i genitori, la libertà di fare esperienza e anche di sbagliare senza sentirsi più o meno esplicitamente giudicati». Ci vuole tanto equilibrio, insomma. «E serve anche nel rapporto con il partner, che in questi anni può essere oggetto di grandi trasformazioni, ad esempio per il pensionamento dell’uomo – dice ancora Dittrich -. Un errore da non fare è quello di voler fare tutto insieme, dalle pulizie di casa al corso di giardinaggio. Molto meglio lasciare a sé e all’altro uno spazio individuale, in modo da potersi ritrovare e scambiare le proprie esperienze». «Una giusta rete di relazioni è il vero segreto per stare bene anche in tarda età» confermaMietta Venzi. «Avere interessi, occuparsi dei propri hobby e frequentare altre persone sono dei veri e propri toccasana per evitare l’isolamento e anche la paura delle malattie».
Il sesso? Fa bene alla salute
Non è vero che la menopausa sancisce la fine della vita sessuale. E chi la prosegue ne trae vantaggi in termini di salute fisica e mentale. La notizia arriva da oltreoceano, con la pubblicazione sul Journal of the American Geriatric Society di uno studio dell’Università di San Diego. Secondo la ricerca, che ha preso in considerazione donne tra i 60 e gli 89 anni, gli indicatori della qualità della vita sono connessi alla soddisfazione sessuale e rimangono stabili nonostante il progressivo declino fisico. A dispetto dei pregiudizi comuni, «molti anziani conservano la capacità di trarre piacere dal sesso», ha detto Wesley Thompson, uno degli autori principali dello studio. E davvero fino a vecchiaia inoltrata, visto che – sostiene la ricerca – risulta sessualmente attivo il 70% delle donne tra i 60 e i 69 anni, il 57% di quelle tra i 70 e i 79 e il 31% di quelle dagli 80 agli 89 anni.











I Commenti arrivati
Titolo
| Autore
| Data